Oggi, in concomitanza con l’uscita nelle sale, del film ritrovato sul concerto di Fabrizio De Andrè e PFM, mi permetto di spendere due parole sulla band, tutta Italiana, che ha prestato un proprio brano, a questa nuova opera cinematografica.

Gli “Accordi Disaccordi”, sono tre ragazzi di Torino che stanno girando il mondo con la loro visione del Jazz Manouche.

Ho avuto il piacere di ascoltarli dal vivo nelle scorse sere e devo dire che il loro concerto è veramente qualcosa da non perdere. Gli elementi giusti ci sono tutti. Un contrabbasso preciso e discreto, una chitarra di accompagnamento delicata, sempre presente e dinamica nel modo migliore ed un solista davvero emozionante e coinvolgente. I brani proposti sono quelli dei loro dischi, scritti in vari momenti della loro carriera, colorati da tonalità molto latine, affiancati da brani della tradizione, interpretati sempre con grande classe e tecnica. I virtuosismi ovviamente non mancano, ma a stupirmi maggiormente sono state l’incredibile energia e la vastità e precisione di dinamiche che questi ragazzi hanno a loro disposizione. Tra i vari brani, Dario, la chitarra ritmica, spiega con poche ed efficaci parole le intenzioni contenute in ciò che andranno a suonare, creando una magica empatia col pubblico, il quale non può non rimanere coinvolto dalle loro avventure, quasi le avesse vissute in prima persona.

Insomma, un progetto da conoscere, così come i componenti del gruppo, per avere una visione del Manouche nuova e personale.

Come mi sono trovato a dire ai diretti interessati dopo la loro performance, “Accordi Disaccordi”, è una macchina perfettamente oliata.

Michele.