Venerdì 7 Febbraio 2020, ho avuto la possibilità di partecipare a questo evento proposto dal “Jazz Appeal”. A loro vanno i miei primi complimenti. Un locale dal vero sapore jazz, organizzato molto bene, con dei costi sicuramente bassi rispetto alla qualità dell’offerta e con un pubblico certamente educato a questo tipo di musica, cosa non da poco sia per chi suona che per chi ascolta. Un locale che seguirò con attenzione e al quale dovrebbe andare il supporto di tutti gli appassionati.

In secondo luogo la band. Avevo conosciuto qualche tempo prima Tommaso Papini, il chitarrista, che mi ha accolto con una simpatia e una disponibilità tipiche di chi questo mestiere lo fa per puro amore.

Il resto della band, contrabbasso, violino e fisarmonica, tutti musicisti di grande spessore e con la stessa predisposizione umana.

Questi sono stati gli ingredienti base di una serata davvero speciale. Un jazz manouche raffinato e ricercato, che da esso in certi momenti si discosta per raggiungere sonorità più articolate, per poi ritrovarsi in un esplosione da associare alle formazioni più tipiche. Una grande precisione di tutti nel seguire le complesse strutture ritmiche, fatte di stacchi e cambi di atmosfera che hanno saputo coinvolgere chiunque in una magia che non si è mai spezzata. Tra un brano e l’altro, poche e giuste parole per guidare gli ascoltatori in un ascolto reso così ancor più curioso. La band ha sfruttato il palco per presentare il loro ultimo disco “Nadir”, che consiglio vivamente a tutti per dei piacevoli momenti di una musica ricercata e gustosa che non stanca mai.

Michele